06/10/2015

Newlat si prende un pezzo di Plasmon

Mentre gli astri nascenti del food Made in Italy finiscono nel perimetro delle multinazionali, torna italiano un “pezzo” di Plasmon, azienda che dal 1902 da noi è sinonimo di alimenti per l’infanzia e negli anni Sessanta è entrata nell’orbita di Heinz. La società americana, fusasi a marzo scorso con Kraft, cede lo stabilimento emiliano di Ozzano Taro alla Newlat dell’imprenditore salernitano Angelo Mastrolia che, grazie all’acquisizione, supera con il fatturato di gruppo la soglia dei 400 milioni e torna con ancora maggiore determinazione al progetto di quotazione in borsa sul quale già si lavora da due anni.

da Il Sole 24 Ore del 06.10.2015

Ieri mattina, secondo quanto rivelano al Sole 24 Ore fonti di mercato, Kraft Heinz e Newlat Group hanno siglato l’intesa che sancisce il passaggio di consegne sullo stabilimento in provincia di Parma, attivo nella produzione dei celebri biscotti Plasmon ma anche di pasta, farine, olio e pollo liofilizzato, perun totale di 170 dipendenti. Oltre a quelli di Plasmon, dal sito escono prodotti contrassegnati dai marchi Nipiol, Bialgut e Aproten.Ilvalore degli asset coinvolti nell’operazione è di 3o milioni. Newlat prevede investimenti per oltre 20 milioni nei prossimi cinque anni sul sito. Rilevando Ozzano Taro, la società fa il suo debutto nel segmento baby food che precedentemente non presidiava. Kraft Heinz commercial izzerà i prodotti dello stabilimento e garantirà di conseguenza, nel medio-lungo periodo, sostanziose commesse al sito. Informazioni che questa mattina, presso la sede dell’Unione parmense degli industriali, verranno ufficializzate alle rappresentanze di Fai, Flai e Uila per l’apertura del confronto sulla cessione di ramo d’azienda ex articolo 47 della Legge 428/90. Tutto autorizza a pensare che, nel caso in cui nel medio termine Kraft Heinz dovesse prendere in considerazione la cessione del marchio Plasmon e dell’altro sito italiano che si trova a Latina, dove lavorano 350 persone, Newlat Group si ritroverebbe trai principali candidati a rilevare l’intero pacchetto. Prosegue insomma lo shopping del gruppo di Mastrolia, realtà industriale che ha nel proprio portafoglio brand tra cui Polenghi Lombardo, Giglio, Optimus, Ala, Matese e Torre in Pietra, produce pasta e fette biscottate a marchio Bui-toni (nei 2008l’accordo di licensing stretto a riguardo con Nestlé, in occasione dell’acquisizione del sito di Sansepolcro), esporta in qualcosa come 70 Paesi ed è leader di mercato del segmento pasta in Germania, grazie a Birkel, 3 Glocken, rilevate due anni fa, e alla stessa Buitoni. Con l’ultima operazione, il numero de i dipendenti del gruppo supera le mille unità, il fatturato si spinge al di sopra della soglia dei 400 milioni e l’Ebidta va oltre i 4o milioni. Tutti passaggi che, secondo le fonti di mercato, comporterebbero un’accelerazione sul progetto di quotazione i n bo rsa di Newlat su cui Mastro-lia già sta lavorando da almeno due anni, con Unicredit come advisor finanziario. Il 2016, secondo le indiscrezioni, potrebbe essere l’anno decisivo, con due opzioni: la borsa di Milano o quella di Francoforte. E dire che solo dieci anni fa il gruppo muoveva un giro d’affari di 20 milioni. Poi sono intervenute sette acquisizioni che hanno dato alla compagine industriale una dimensione europea. E adesso i numeri di Newlat cominciano a renderla appetibile agli occhi degli investitori.

Categorie : Grocery News

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