14/10/2015

Inbev conquista Sab Miller al quinto rilancio

Al quinto rialzo, Jan du Plessis alla guida di Sab Miller e Carlos Brito, Ceo di AnheuserBusch InBev, si sono stretti la mano. È nato così il più grande gruppo mondiale della birra, capace com’è di controllare un terzo di “bionde, rosse e brune” prodotte e consumate nel pianeta. L’operazione ha per noi italiani una nota nostalgica: passa di mano anche Peroni che da Sab Miller entra nell’orbita del nuovo colosso controllato AB InBev produttore di Bud e Corona. Il manager francese del gruppo britannico della birra, preda dell’operazione, è stato abilissimo a negoziare continue correzioni all’insù fino a spuntare 44 sterline ad azione in cash, valore che si ferma appena sopra i 39 pound riservati a chi sceglie, invece, l’opzione mista, fatta di contante e concambio in titoli.

da Il Sole 24 Ore del 14.10.2015

Un deal che vale circa 70 miliardi di sterline, più di 100 miliardi di dollari e si colloca al terzo posto nella storia delle maggiori operazioni finanziarie, scalzando Aol-Time War-p ner. Per gli azionisti di Sab Miller significa un premio del 50% rispetto ai corsi di Borsa del 14 settembre quando i rumors sulle avance del primo produttore di lager al mondo erano circolati. Numeri giganteschi per un gruppo destinato a scrivere la parola fine al business della birra, almeno per come lo conoscevamo fino a ieri. L’incontro fra Peroni e Corona è, infatti, la fusione fra il primo e il secondo IL BALZO DEL TITOLO Per gli azionisti di Sab Miller l’offerta da 44 sterline significa un premio del 50% rispetto ai corsi di Borsa del 14 settembre “birraio” al mondo con il 30% del mercato. Il più vicino concorrente sarà Heineken che ha non più del 9% : per questo c’è chi non scommette con assoluta certezza sull’esito finale del deal. Le authority antitrust di mezzo mondo dovranno scandagliare l’operazione, ma Jan du Plessis s’è già tutelato. Se la fusione dovesse saltare per un intervento dei regolatori o per l’opposizione del board di ABInBev il gruppo britannico con radici in Sud Africa sarà indennizzato con 3 miliardi di dollari. Il rischio dell’accusa di monopolio è in realtà relativo perchè la penetrazione geografica dei due colossi del beverage è tale da non creare un radicale stravolgimento del mercato. Anzi il senso profondo dell’operazione che AB-InBev ha fortissima men te vo luto va ce rca to proprio nella presenza di Sab Miller in Africa, la nuova frontiera per tanti business e anche per il brewery. La soci e tà di Ca rlo s Br it o, forte ne lle Americhe, in Asia ed Europa è infatti debole ne l co nti ne nt e af r ica no do ve ha origine Sab Mille r e dove si sta co nso li da ndo una cr e sce n te classe media, ovvero di potenziali consumatori. Se condo analisti del settore sarà pe rò inevitabile qua lche dismissione a cominciare dalla joint ve nture Mille rCoo rs parteci pata da Sab Miller e forte negli Stati Uniti dove la nuo va rea ltà industriale avrebbe più del 70% del mercato. I l d eal è st ato ag e vol ato dall’idea del concambio azionario che ha invogliato gli americani di Altria singolo maggior azionista di Sab Miller con il 27 per cento. Una modalità che consente forti risparmi fiscali e che probabilmente sarà scelta anche dalla famiglia Santodomingo, secondi shareholders. Sia Altria che Santodomingo dovrebbero aver garantiti posti nel board della super brewery. Il takeover panel britannico imponeva una decisione entro mercoledì, ma ora che le parti hanno raggiunto un’intesa di massima è stata richiesta una dilazione a fine mese. Entro il 28 ottobre dovrà esserci l’ok dei consigli di amministrazione, poi comincerà l’iter presso i regolatori che durerà almeno un a n n o . I n pa ral lel o il n u ovo gruppo avvierà un piano industriale che secondo gli analisti non potrà non prevedere tagli di personale. Sab Miller è presente in 80 Paesi e conta settantamila dipendenti con un fatturato globale di 26 miliardi di dollari. AB InBev veleggia attorno ai 47 miliardi di dollari di revenue, ma ha una forza lavoro che supera le 150mila unità nel mondo. Numeri che rendono una ristrutturazione radicale inevitabile.

Categorie : Grocery News

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